SOMMARIO
— Proclamata il 4 luglio 1776 dalle colonie britanniche, rappresenta
l’atto di nascita di un nuovo Stato, la prima cosciente reazione
allo sfruttamento coloniale, la prima netta motivazione scritta di azione
politica non in nome di tradizionali diritti storici, ma degli inalienabili
diritti naturali dell’uomo: la vita, la libertà, la ricerca
della felicità. Giorgio III è un tiranno che vuole stabilire
nelle colonie un assolutismo dispotico. Le leggi della Natura, il Dio
della Natura danno diritto al popolo delle colonie di proclamarsi indipendenti
e di assumere lo stato di potenza tra le potenze della terra.
L’importanza fondamentale della Dichiarazione sta soprattutto
nel trasferimento sul piano della lotta politica e dell’organizzazione
statale di motivi fino ad allora dottrinari e culturali. Avrà
profonde ripercussioni sui prossimi eventi francesi e in particolare
nella stesura della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del
cittadino (1789).
L'Unanime Dichiarazione
dei
Tredici Stati Uniti d'America.
Quando nel corso di eventi umani, sorge
la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno
stretto ad un altro popolo ed assuma tra le potenze della terra lo stato
di potenza separata ed uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio
della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni
dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per
cui è costretto alla secessione.
Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità:
che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore
dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la
Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per
garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano
i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta
una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo
ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato
su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al
popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.
Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano
cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza
di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli
effetti d'un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto
che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una
lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire
lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo,
allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto
governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire.
Tale è stata la paziente sopportazione delle Colonie e tale è
ora la necessità che le costringe a mutare quello che è
stato finora il loro ordinamento di governo. Quella dell'attuale re
di Gran Bretagna è storia di ripetuti torti e usurpazioni, tutti
diretti a fondare un'assoluta tirannia su questi Stati. Per dimostrarlo
ecco i fatti che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali
e in buona fede.
1. Egli ha rifiutato di approvare leggi sanissime e necessarie al pubblico
bene.
2. Ha proibito ai suoi governatori di approvare leggi di immediata e
urgente importanza, se non a condizione di sospenderne l'esecuzione
finchè non si ottenesse l'assentimento di lui, mentre egli trascurava
del tutto di prenderle in considerazione.
3. Ha rifiutato di approvare altre leggi per la sistemazione di vaste
zone popolate, a meno che quei coloni rinunziassero al diritto di essere
rappresentati nell'assemblea legislativa — diritto di inestimabile
valore per essi e temibile solo da un tiranno.
4. Ha convocato assemblee legislative in luoghi insoliti, incomodi e
lontani dalla sede dei loro archivi, al solo scopo di indurre i coloni,
affaticandoli, a consentire in provvedimenti da lui proposti.
5. Ha ripetutamente disciolto assemblee legislative solo perché
si opponevano con maschia decisione alle sue usurpazioni dei diritti
del popolo.
6. Dopo lo scioglimento di quelle assemblee si è opposto all'elezione
di altre: ragion per cui il Potere legislativo, che non può essere
soppresso, è ritornato, per poter funzionare, al popolo nella
sua collettività, — mentre lo Stato è rimasto esposto
a tutti i pericoli di invasioni dall'esterno, e di agitazioni all'interno.
7. Ha tentato di impedire il popolamento di questi Stati, opponendosi
a tal fine alle leggi di naturalizzazione di forestieri rifiutando di
approvarne altre che incoraggiassero la immigrazione, e ostacolando
le condizioni per nuovi acquisti di terre.
8. Ha fatto ostruzionismo all'amministrazione della giustizia rifiutando
l'assentimento a leggi intese a rinsaldare il potere giudiziario.
9. Ha reso i giudici dipendenti solo dal suo arbitrio per il conseguimento
e la conservazione della carica, e per l'ammontare e il pagamento degli
stipendi.
10. Ha istituito una quantità di uffici nuovi, e mandato qui
sciami di impiegati per vessare il popolo e divorarne gli averi.
11. Ha mantenuto tra noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza
il consenso dell'autorità legislativa.
12. Ha cercato di rendere il potere militare indipendente dal potere
civile, e a questo superiore.
13. Si è accordato con altri per assoggettarci a una giurisdizione
aliena dalla nostra costituzione e non riconosciuta dalle nostre leggi,
dando il suo assentimento alle loro pretese disposizioni legislative
miranti a:
a. acquartierare tra noi grandi corpi di truppe armate;
b. proteggerle, con processi da burla, dalle pene in cui incorressero
per assassini commessi contro gli abitanti di questi Stati;
c. interrompere il nostro commercio con tutte le parti del mondo;
d. imporci tasse senza il nostro consenso;
e. privarci in molti casi dei benefici del processo per mezzo di giuria;
f. trasportarci oltremare per esser processati per pretesi crimini;
g. abolire il libero ordinamento dileggi inglesi in una provincia attigua,
istituendovi un governo arbitrario, ed estendendone i confini si da
farne nello stesso tempo un esempio e un adatto strumento per introdurre
in queste Colonie lo stesso governo assoluto;
h. sopprimere le nostre carte statutarie, abolire le nostre validissime
leggi, e mutare dalle fondamenta le forme dei nostri governi;
i. sospendere i nostri corpi legislativi, e proclamarsi investito del
potere di legiferare per noi in ogni e qualsiasi caso.
Egli ha abdicato al suo governo qui, dichiarandoci privati della sua
protezione e facendo guerra contro di noi.
Egli ha predato sui nostri mari, ha devastato le nostre coste, ha incendiato
le nostre città, ha distrutto le vite del nostro popolo.
Egli sta trasportando, in questo stesso momento, vasti eserciti di mercenari
stranieri per completare l'opera di morte, di desolazione e di tirannia
già iniziata con particolari casi di crudeltà e di perfidia
che non trovano eguali nelle più barbare età, e sono del
tutto indegni del capo di una nazione civile.
Egli ha costretto i nostri concittadini fatti prigionieri in alto mare
a portare le armi contro il loro paese, a diventare carnefici dei loro
amici e confratelli, o a cadere uccisi per mano di questi.
Egli ha incitato i nostri alla rivolta civile, e ha tentato di istigare
contro gli abitanti delle nostre zone di frontiera i crudeli selvaggi
indiani la cui ben nota norma di guerra è la distruzione indiscriminata
di tutti gli avversari, di ogni età, sesso e condizione.
Ad ogni momento mentre durava questa apprensione noi abbiamo chiesto,
nei termini più umili, che fossero riparati i torti fattici;
alle nostre ripetute petizioni non si è risposto se non con rinnovate
ingiustizie. Un principe, il cui carattere si distingue così
per tutte quelle azioni con cui si può definire un tiranno, non
è adatto a governare un popolo libero.
E d'altra parte non abbiamo mancato di riguardo ai nostri fratelli britannici.
Di tanto in tanto li abbiamo avvisati dei tentativi fatti dal loro parlamento
di estendere su di noi una illegale giurisdizione. Abbiamo ricordato
ad essi le circostanze della nostra emigrazione e del nostro stanziamento
in queste terre. Abbiamo fatto appello al loro innato senso di giustizia
e alla loro magnanimità, e li abbiamo scongiurati per i legami
dei nostri comuni parenti di sconfessare queste usurpazioni che inevitabilmente
avrebbero interrotto i nostri legami e i nostri rapporti. Anch'essi
sono stati sordi alla voce della giustizia, alla voce del sangue comune.
Noi dobbiamo, perciò, rassegnarci alla necessità che denuncia
la nostra separazione, e dobbiamo considerarli, come consideriamo gli
altri uomini, nemici in guerra, amici in pace.
Noi pertanto, Rappresentanti degli Stati Uniti d'America, riuniti in
Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell'Universo per
la rettitudine delle nostre intenzioni, nel nome e per l'autorità
del buon popolo di queste Colonie, solennemente rendiamo di pubblica
ragione e dichiariamo:
Che queste Colonie Unite sono, e per diritto devono essere, Stati liberi
e indipendenti;
che esse sono sciolte da ogni sudditanza alla Corona britannica, e che
ogni legame politico tra esse e lo Stato di Gran Bretagna è,
e deve essere, del tutto sciolto; e che, come Stati liberi e indipendenti,
essi hanno pieno potere di far guerra, concludere pace, contrarre alleanze,
stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli
stati indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa
dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza,
reciprocamente impegniamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro
sacro onore.
(Seguono 55 firme di Rappresentanti dei 13 Stati) |